la SPINTA motivazionale

E della motivazione che mi dici?

Come fai a motivare le persone efficacemente?

Ci sono persone che non prendono mai la macchina, che non escono mai e non incontrano mai nessuno, e persone che fanno la stessa cosa ogni giorno. Per loro, potrebbe andar bene così, ma per me non è abbastanza: c’è sempre qualcosa in più. L’altro giorno sono uscito con qualcuno. Abbiamo girato un sacco di librerie, probabilmente sei o sette, e io ho comprato una valanga di libri su diversi argomenti. Loro ne hanno comprato uno.
In effetti, l’ho comprato io per loro e questo solo perché è stato il libro a saltargli addosso da uno scaffale. Il libro li stava chiamando. E non è neanche che non potessero permettersi di comprarlo, il fatto è che non apprezzavano la differenza che potrebbe fare.
Secondo me ci sono persone disposte a vivere una vita al di sotto delle proprie potenzialità e ad accettare la cosa, piuttosto che dover premere i pulsanti che stanno dentro di loro e che metterebbero in moto il succo della vita. La maggior parte delle persone non scatena delle sensazioni sufficientemente forti da stimolare se stesse a fare una qualsiasi cosa, e questo richiede esercizio. Devi creare delle belle sensazioni e renderle intense e creare delle sensazioni motivanti e renderle intense. Devi farti immagini grandi, grandissime, non delle stupide immaginette minuscole e indistinte.
Quelle non sono buone basi di una vita motivata, e con delle buone basi puoi vivere una vita davvero forte.
Il successo si raggiunge impegnandosi in alcune piccole e semplici attività con assiduità e dedizione.
Per motivarci dobbiamo guardare alla nostra vita in modo diverso ancor prima di analizzare quel che dobbiamo fare e come possiamo creare un intenso desiderio di farlo. Se riuscite a capire com’è che pensate a qualcosa che siete motivati a fare, allora potete imparare a motivarvi a fare altre cose. Come ci rivolgiamo a noi stessi, quando siamo motivati? Possiamo esercitarci a parlarci a quel modo quando vogliamo essere più motivati? (efficace a tal proposito è la tecnica che si apprende nel corso Master del Quantum linguistics n.d.r.)

...

Quando potete cominciare a formulare obiettivi e direzioni ben formate, potete arrivare al punto in cui vi è possibile raggiungerli facendo uno sforzo disciplinato o, in alternativa, lasciarveli sfuggire a causa della vostra pigrizia (eccellente a tale scopo utilizzare la tecnica del porre obiettivi nel futuro con Time Line del corso Technician n.d.r.).
Questa scelta si baserà su quanto presto raggiungerete la soglia. A volte dovrete arrivare al punto di provare disgusto per la vostra situazione attuale, prima di muovervi. Altre volte vi capiterà semplicemente di avere una gran voglia di fare determinate cose. In entrambi i casi si tratta di far funzionare il vostro cervello in modo tale da provare un’intensa motivazione.

tratto da: PNL è Libertà di Richard Bandler e Owen Fitzpatrick - Alessio Roberti Editore Srl

Il ruolo della formazione

Ma in che modo le istituzioni formative possono contribuire a questi percorsi?

Soffermandomi in particolare sull’Università, devo sottolineare come questi importanti cambiamenti nel mercato del lavoro si stiano fortemente percependo negli orientamenti strategici e nell’offerta formativa delle istituzioni più attive.

E’ interessante osservare, ad esempio, la dinamica degli stage. Dalle lauree triennali ai master, questo strumento sta diventando un elemento caratterizzante il migliore o minor successo di un progetto formativo. Infatti, la capacità di legare adeguatamente il project work dello stage con i contenuti del corso erogato costituisce un elemento chiave per sviluppare un’esperienza che completi il percorso formativo, d’altra parte le imprese sono fortemente interessate ad una modalità di acquisizione temporanea di competenze, ma soprattutto alla possibilità di vedere all’opera su di un progetto una risorsa giovane e ad alto potenziale che può essere attentamente valutata per un inserimento all’interno dell’organizzazione.

In fondo lo stage è una forma ad elevatissima flessibilità che viene utilizzata anche per figure, come gli studenti di master, che non possono certo essere considerati deskilled.

In conclusione ritengo che la flessibilità del lavoro sia una necessità per le imprese, per i lavoratori, per le istituzioni formative. Sono necessarie regole chiare e applicabili per tutelare le risorse più deboli e per evitare comportamenti opportunistici, però è al tempo stesso irrealistico non riformare le modalità di gestione del rapporto di lavoro, il mercato stesso sollecita continui cambiamenti, che trovano comunque modo di insinuarsi nel sistema, senza che siano state predisposte le necessarie garanzie nella prospettiva sopra indicata.

La questione principale che caratterizza il tema della flessibilità riguarda, infatti, la sempre crescente necessità da parte dei lavoratori di costruirsi un proprio percorso professionale. Le imprese possono (e, nella prospettiva sopra indicata di investimento strategico, devono) sostenere questo processo di sviluppo, ma in un’ultima istanza l’accrescimento del proprio valore compete al lavoratore stesso.

Le giovani generazioni sono molto consapevoli di questo aspetto e sono disponibili a scambiare retribuzione e – talora sorprendentemente - stabilità con l’opportunità di un percorso formativo che accresca il proprio valore sul mercato del lavoro.

In questa prospettiva la dinamica professionale di un giovane laureato ad alto potenziale può portarlo ad avere una sequenza di diversi datori di lavoro, ciascuno dei quali costituirà un passo in avanti nell’acquisizione di capacità e nei percorsi di carriera. Che questi passaggi siano fatti attraverso modalità tipiche o atipiche di lavoro può risultare relativamente importante, ciò che si ha ben presente è la prospettiva di lungo periodo.

Questo stesso orientamento allo sviluppo auto-progettato può essere ravvisato nei percorsi di professionalizzazione all’interno di una medesima organizzazione. Essere disponibile ad una frequente variazione e articolazione delle proprie attività, lavorare per progetti, all’interno di gruppi di lavoro in cui si sviluppino capacità multidisciplinari e relazionali, creano le condizioni per accrescere il proprio patrimonio di competenze trasferibili.

Se ci poniamo dal punto di vista dei lavoratori, però, condizioni di questo genere sono riscontrabili solo in alcuni contesti.

Bisogna innanzitutto considerare la situazione delle risorse umane deskilled, ovvero coloro che svolgono attività e mansioni che non sono caratterizzate dalle dinamiche sopra indicate. In alcune forme di lavoro flessibile, come il lavoro interinale, la presenza di soggetti deboli che rischiano di non trovare una collocazione stabile e professionalizzante nel lungo periodo, appare estremamente elevata. Una dinamica similare si era presentata soprattutto nei primi tempi dei contratti di formazione e lavoro (fenomeno oggi più circoscritto).

Lo stesso problema può porsi nell’ambito delle prestazioni coordinate e continuative (giunte ormai nel nostro paese al livello di circa 2 milioni e quattrocentomila) e del lavoro a tempo determinato (oltre un milione e mezzo).

Le forme di lavoro atipico possono essere un’occasione per accedere ad un mercato del lavoro altrimenti poco disponibile e quindi il punto di partenza per un percorso professionale adeguato, ma appare indubitabile la necessità di regole che consentano perlomeno la tutela dei soggetti più deboli.

Queste regole devono soprattutto impedire che le possibilità di flessibilità finiscano con il segregare alcuni lavoratori in una posizione di dequalificazione e provvisorietà strutturale. Da questo punto di vista, come è avvenuto in passato per i contratti di formazione e lavoro, occorre concentrare l’attenzione sulle opportunità formative nel corso dell’esperienza di lavoro flessibile.

Per il sistema delle imprese la possibilità di disporre di competenze e capacità di livello elevato costituisce un’esigenza primaria.
Oggi il capitale umano è la risorsa competitiva più rilevante in moltissimi settori di attività e diventa indispensabile costruire una pianificazione strategica per lo sviluppo di tale risorsa.
In tale pianificazione strategica impresa, lavoratori e istituzioni formative sono chiamate ad un’interazione sempre più stretta per la condivisione di percorsi che consentano alle imprese stesse di disporre di capitale umano giovane, ad alto potenziale, motivato, dal costo relativamente contenuto che possa essere inserito in adeguati percorsi di crescita professionale.
Se infatti nella fase iniziale del ciclo di vita professionale, l’impresa ha un potere contrattuale elevato, con il crescere della professionalità (soprattutto se caratterizzata da polivalenza e trasferibilità delle competenze) il lavoratore diventa portatore di competenze che verranno contese sul mercato da altre imprese interessate ad acquisire capacità già maturate. La costruzione di adeguati percorsi di crescita professionale è la modalità più efficace per “trattenere” le risorse ad alto potenziale ed evitare di disperdere un investimento significativo.

Search

Caricamento in corso...

sei invitato

Photobucket

sport e pnl

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket

home

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket

crescita personale e PNL

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
  • PNL
  • per diventare padroni dei segreti di una straordinaria disciplina (la Programmazione Neuro Linguistica) che ti darà una nuova percezione della realtà per raggiungere obiettivi e risultati straordinari.
  • autostima
  • una esperienza davvero entusiasmante per riuscire finalmente a migliorare le aree più importanti della propria vita.
  • memoria
  • tutte metodologie di apprendimento e le tecniche di memorizzazione e lettura veloce, per rendere facile, piacevole e divertente ogni forma di studio e aggiornamento.
  • problem solving
  • imparare a sviluppare la capacità di prendere decisioni, superando limiti e paure.
  • Comunicazione Efficace
  • conoscere a fondo cosa vuol dire comunicare e come far arrivare il proprio messaggio in modo chiaro senza fraintendimenti o incomprensioni.
  • Comunicazione Persuasiva
  • diventare un vero e proprio esperto della comunicazione: scoprire cosa motiva le persone ad agire e cosa invece le blocca per avere maggiori risultati con i propri interlocutori, colleghi, figli, familiari, amici, etc.
  • Gestione del tempo
  • essere in grado di pianificare i propri impegni in modo rapido ed efficace per ottenere, così, maggiori risultati con meno stress e risparmiando tempo.
  • atteggiamento mentale
  • installare l’atteggiamento “giusto” in ogni ambito della propria vita per sfruttare al meglio le risorse a disposizione.
  • Linguaggio del corpo
  • comprendere ciò che il proprio interlocutore dice “al di la delle parole” per intraprendere nei suoi confronti una comunicazione il più possibile precisa e mirata.
  • Analisi transazionale
  • essere in grado di analizzare i tre stati dell’io (io adulto, io genitore, io bambino) per studiare le strategie comunicative e lo scambio che intercorre tra individui che comunicano.
  • Public speaking
  • comunicare con due o più persone, trasmettendo concetti ed emozioni in modo chiaro e preciso, gestendo al meglio la paura e aumentando la fiducia in se stessi.
  • gestione degli obiettivi
  • padroneggia i metodi per diventare forte, volitivo e tenace ed ottenere tutti i risultati e gli obiettivi che vuoi.
  • Leadership
  • per prendere in mano le redini della propria vita e diventare davvero leader di se stessi e d altri. Far proprie le caratteristiche e le capacità di un leader per scoprire ed analizzare i propri punti di forza e le aree di miglioramento e imparare, così, ad esprimere in ogni situazione il leader che è dentro di sè.

portfolio professionale

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket

Blog Archive